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venerdì 18 dicembre 2009
martedì 10 novembre 2009
PAR CONDICIO
LO STALLIERE DEL PD
di Marco Travaglio
Domenica abbiamo domandato in prima pagina al “nuovo ” Pd di Bersani se “discuterà della moralità dei candidati”. Il “nuovo” Pd di Bersani ha subito raccolto l’appello. Infatti, nella “nuova” Direzione, fa il suo trionfale ingresso il senatore Nino Papania da Alcamo (Trapani), ex Margherita. Lo stesso a cui hanno appena arrestato l'autista-giardiniere-factotum per mafia. Lo stesso che nel 2002 ha patteggiato a Palermo 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio: era indagato per aver sistemato in posti pubblici diversi disoccupati privi dei titoli di legge, in un giro di assunzioni facili per cui sindacalisti senza scrupoli prendevano tangenti. Nel 2008 Dario Franceschini annunciò: “Non presenteremo candidati con procedimenti in corso né con sentenze passate in giudicato”. Strano: Papania fu ricandidato dopo il patteggiamento e rieletto per la terza volta senatore (diversamente da Nando Dalla Chiesa, colpevolmente incensurato). Scelta lungimirante: il 4 novembre la Dda di Palermo ha arrestato il suo braccio destro Filippo Di Maria, considerato l’autista, il cassiere e l’uomo di fiducia del boss di Alcamo, Nicolò Melodia detto “il macellaio”, catturato nel 2007 assieme al capomafia Salvatore Lo Piccolo. Nei giorni pari Di Maria scarrozzava il boss Melodia, in quelli dispari il senatore Papania. Arrotondava. “Emerge – annota la Mobile di Trapani – da numerose conversazioni che Di Maria svolgeva attività di factotum presso la villa di Scopello del predetto Papania, muovendosi incessantemente per procurare posti di lavoro ad amici e conoscenti grazie anche al diretto interessamento di collaboratori e personale di segreteria del senatore”. Ed era attivissimo “in occasione di alcune competizioni elettorali”: come “le primarie 2005 per il candidato premier” e “per il candidato alla presidenza della Regione Sicilia” (contro Rita Borsellino e per Ferdinando Latteri). “Lo staff del sen. Papania – scrive il gip – e altri politici locali contattavano ripetutamente il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate e invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza”. Il Giornale gongola: “Anche il Pd ha il suo ‘stalliere’ mafioso”. Ma naturalmente chi fosse Di Maria non lo sapeva nessuno. Infatti la nuova Direzione del Pd non ha trovato un posto per due simboli dell’antimafia come Rosario Crocetta e Beppe Lumia (la Borsellino non è iscritta). Ma a Papania sì, in quota Franceschini. E questa sarebbe l’opposizione. Poi c’è il centrodestra, con i suoi Berlusconi, Dell’Utri e Cosentino. E’ la famosa “alternanza”.

martedì 13 ottobre 2009
da "IL FATTO QUOTIDIANO" di oggi
IL DOSSIER ANTI-GIUDICE
Mondadori, Berlusconi scatena “Chi” e “Giornale” contro il magistrato che ha deciso il risarcimento Cir
Mondadori, Berlusconi scatena “Chi” e “Giornale” contro il magistrato che ha deciso il risarcimento Cir
Poi te lo credo che nessuno osa più metterglisi contro. Perchè se fosse pura ricerca della verità, sarei anche d'accordo, ma non sarebbe la prima volta che punisce una persona solo perchè gli da fastidio. Come il povero marito di una delle sue amanti passate, che fu degradato sul lavoro senza alcun motivo.
Se ritrovo qualche articolo di travaglio sul fatto, lo posto.
mercoledì 23 settembre 2009
AI LIMITI DELL'INCREDIBILE
estratto da: "Il Fatto Quotidiano" - primo numero
di Wanda Marra
Un direttore di rete che dice di un suo programma, mentre lo presenta: “Ne farei volentieri a meno”. Sembra uno scherzo, invece è accaduto davvero, ieri, in conferenza stampa. In viale Mazzini è andato in onda uno show surreale. Il conduttore del programma di punta di Rai2, Michele Santoro risponde per le rime, e dà del “bugiardo” al direttore della sua rete. E Massimo Liofredi, al suo fianco, si spinge fino a dire: “Annozero non è di mio gusto”.
[...]
Non penso abbia bisogno di alcun commento.
Abbonatevi a "Il Fatto Quotidiano".
di Wanda Marra
Un direttore di rete che dice di un suo programma, mentre lo presenta: “Ne farei volentieri a meno”. Sembra uno scherzo, invece è accaduto davvero, ieri, in conferenza stampa. In viale Mazzini è andato in onda uno show surreale. Il conduttore del programma di punta di Rai2, Michele Santoro risponde per le rime, e dà del “bugiardo” al direttore della sua rete. E Massimo Liofredi, al suo fianco, si spinge fino a dire: “Annozero non è di mio gusto”.
[...]
Non penso abbia bisogno di alcun commento.
Abbonatevi a "Il Fatto Quotidiano".
martedì 22 settembre 2009
Nessuno tocchi Travaglio!

E Ruffini avverte: «Mai parlato con Masi di una mia sostituzione
ROMA - Il contratto che dovrebbe legare Marco Travaglio a Raidue da giovedì prossimo per i suoi corsivi ad «Annozero » ancora non è stato firmato. Nell’ambito dei collaboratori del direttore generale Mauro Masi, fanno capire che è impossibile sapere «quando verrà firmato e soprattutto se verrà firmato ». Sembra dunque difficile che l’avvio della trasmissione di Michele Santoro, fissata per giovedì su Raidue in prima serata, possa avvenire con la consueta presenza di Travaglio. Il paradosso è che i problemi legati al contratto non deriverebbero dai suoi «corsivi» realizzati per Michele Santoro e «Annozero». Il vero nodo riguarda una puntata del maggio 2008 di «Che tempo fa» condotta da Fabio Fazio su Raitre in cui Marco Travaglio, presente come ospite, accusò il presidente del Senato, Renato Schifani, «di aver avuto rapporti con persone poi condannate per mafia, come scrive Lirio Abbate, il giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia». E poi aggiunse: «Se alla presidenza del Senato dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con personaggi come Schifani sono terrorizzato dal dopo».
L’Agcom, l'Autorità per le Telecomunicazioni, multò in quell’occasione la Rai e ricordò, in generale, che in caso di «colpa grave» le multe alla Rai possono arrivare fino al tre per cento del fatturato aziendale. Ovvero 90 mila euro. L’Agcom, insomma, non sanziona il singolo autore o conduttore ma l’azienda come editore. Ma la Rai non ha agito contro Travaglio perché ha presentato ricorso all’Agcom: e quindi, per viale Mazzini, la multa è sospesa fino a sentenza definitiva. Ribatte con ironia l’interessato, Marco Travaglio: «Penso che dobbiamo stare tutti tranquilli. Il presidente del Consiglio, in tempi non sospetti, disse che alla Rai non avrebbe spostato nemmeno una pianta. Abbiamo alla Rai un presidente di garanzia come Paolo Garimberti. Siamo pieni di autorità varie che controllano. Siamo in una botte di ferro, in una situazione tanto garantista. Più tutelati di così…».
Per queste ragioni Mauro Masi ha chiesto, con una procedura inedita, direttamente all’Agcom un parere sul «caso Travaglio» e sui suoi precedenti proprio per arrivare a una decisione corroborata da pareri e al di sopra di ogni sospetto politico. Per questo incontrerà il presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò. Paolo Ruffini intanto fa sapere, a proposito di voci di ricambio al vertice di Raitre: «Il direttore generale non mi ha mai parlato di una mia sostituzione, Raitre e Tg3 non sono in scadenza, vorrei essere valutato in base al lavoro fatto, non mi sento ostaggio di nessuno e non credo che il problema siano le beghe in casa Pd». Giovedì cosa accadrà? Santoro ha sempre detto che «Annozero» «è» Marco Travaglio e che senza di lui non andrà in onda. Quindi niente puntata? Difficile dirlo. Ma non è escluso. Visto che, in assenza di un contratto, Santoro il 16 marzo scorso aggirò la sospensione di Vauro chiamando l’attrice comica Francesca Fornario che lesse alcune tavole del vignettista «sospeso». Potrebbe esserci un collegamento esterno «a sorpresa»? Una telefonata in diretta anche senza contratto? Chissà. L’effetto sorpresa sarebbe assicurato.
Paolo Conti
22 settembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Annozero, rischia di saltare Travaglio
Ma Santoro potrebbe farlo intervenire a sorpresa telefonicamenteROMA - Il contratto che dovrebbe legare Marco Travaglio a Raidue da giovedì prossimo per i suoi corsivi ad «Annozero » ancora non è stato firmato. Nell’ambito dei collaboratori del direttore generale Mauro Masi, fanno capire che è impossibile sapere «quando verrà firmato e soprattutto se verrà firmato ». Sembra dunque difficile che l’avvio della trasmissione di Michele Santoro, fissata per giovedì su Raidue in prima serata, possa avvenire con la consueta presenza di Travaglio. Il paradosso è che i problemi legati al contratto non deriverebbero dai suoi «corsivi» realizzati per Michele Santoro e «Annozero». Il vero nodo riguarda una puntata del maggio 2008 di «Che tempo fa» condotta da Fabio Fazio su Raitre in cui Marco Travaglio, presente come ospite, accusò il presidente del Senato, Renato Schifani, «di aver avuto rapporti con persone poi condannate per mafia, come scrive Lirio Abbate, il giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia». E poi aggiunse: «Se alla presidenza del Senato dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con personaggi come Schifani sono terrorizzato dal dopo».
L’Agcom, l'Autorità per le Telecomunicazioni, multò in quell’occasione la Rai e ricordò, in generale, che in caso di «colpa grave» le multe alla Rai possono arrivare fino al tre per cento del fatturato aziendale. Ovvero 90 mila euro. L’Agcom, insomma, non sanziona il singolo autore o conduttore ma l’azienda come editore. Ma la Rai non ha agito contro Travaglio perché ha presentato ricorso all’Agcom: e quindi, per viale Mazzini, la multa è sospesa fino a sentenza definitiva. Ribatte con ironia l’interessato, Marco Travaglio: «Penso che dobbiamo stare tutti tranquilli. Il presidente del Consiglio, in tempi non sospetti, disse che alla Rai non avrebbe spostato nemmeno una pianta. Abbiamo alla Rai un presidente di garanzia come Paolo Garimberti. Siamo pieni di autorità varie che controllano. Siamo in una botte di ferro, in una situazione tanto garantista. Più tutelati di così…».
Per queste ragioni Mauro Masi ha chiesto, con una procedura inedita, direttamente all’Agcom un parere sul «caso Travaglio» e sui suoi precedenti proprio per arrivare a una decisione corroborata da pareri e al di sopra di ogni sospetto politico. Per questo incontrerà il presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò. Paolo Ruffini intanto fa sapere, a proposito di voci di ricambio al vertice di Raitre: «Il direttore generale non mi ha mai parlato di una mia sostituzione, Raitre e Tg3 non sono in scadenza, vorrei essere valutato in base al lavoro fatto, non mi sento ostaggio di nessuno e non credo che il problema siano le beghe in casa Pd». Giovedì cosa accadrà? Santoro ha sempre detto che «Annozero» «è» Marco Travaglio e che senza di lui non andrà in onda. Quindi niente puntata? Difficile dirlo. Ma non è escluso. Visto che, in assenza di un contratto, Santoro il 16 marzo scorso aggirò la sospensione di Vauro chiamando l’attrice comica Francesca Fornario che lesse alcune tavole del vignettista «sospeso». Potrebbe esserci un collegamento esterno «a sorpresa»? Una telefonata in diretta anche senza contratto? Chissà. L’effetto sorpresa sarebbe assicurato.
Paolo Conti
22 settembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
lunedì 13 luglio 2009
E IO VADO A VEDERLO

Da Il Cannocchiale:
19 luglio, Ostia Antica (Rm)
Teatro Romano - ore 21
Promemoria - quindici anni di storia d'Italia
Cari amici, su proposta della Promomusic, che da mesi porta in giro le conferenze-spettacolo di Margherita Hack e Piergiorgio Orifreddi e le tournèe di Moni Ovadia, ho accettato di mettere in piedi una chiacchierata teatrale sulla storia d'Italia degli ultimi 15 anni, dal titolo "Promemoria". Lo spettacolo si sviluppa in sette quadri, intervallati da musiche eseguite dal vivo e da documenti audio.
Il punto di partenza è questo: "La prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più niente. La storia è maestra, ma nessuno impara mai niente".
I quadro: 1992-1993. "A Tangentopoli c’erano le tangenti. Tre o quattro quadretti di storie spicciole per dare l’idea di che cosa fu il più grave scandalo di corruzione della storia d’Europa".
II quadro: 1992-1993. "Tangentopoli non era solo a Milano, ma anche a Venezia, Torino, Napoli, insomma in tutt'Italia. Qualche altra storia e qualche conto finale dei costi della corruzione che s'è mangiata la Prima Repubblica".
III quadro: 1993. "Milano-Palermo andata e ritorno. Mentre l’Italia è squarciata dalle stragi di mafia e Riina finisce in galera, uno stalliere fa la spola tra Palermo e Milano e un manager fa la spola tra Milano e Palermo. Poi nasce Forza Italia e, in tre mesi, prende tutto".
IV quadro: 1994-1996. "Una storia troppo italiana. Silvio Berlusconi e la banca Rasini, Licio Gelli, i decreti Craxi, le mazzette a giudici e politici, la Mammì, il mausoleo, il primo governo-vergogna…".
V quadro: 1996-2001. "La sinistra dell’inciucio: le leggi ad personas, il cimicione, la Bicamerale dei ricatti, il ritorno del piano di rinascita della P2, l’impossibilità del cambiamento".
VI quadro: 2001-2006. "La bolla delle balle. Cinque anni di regime berlusconiano: bugie, gaffes, vergogne, epurazioni, leggi ad personam, impunità".
VII quadro: 2006-2007. "Il ritorno del centrosinistra, una coa(li)zione a ripetere. Il replay dell’altra volta: Mastella, l'indulto, le leggi vergogna bipartisan, la Cia e il Sismi, la base di Vicenza, le scalate bancarie, la guerra alla stampa e ai giudici, l'Italia dell'eterno Gattopardo".
EPILOGO: "Come siamo, come eravamo e come saremo. Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D'Alema, ora magari arrivano Lele Mora, Fabrizio Corona, Flavio Briatore e Luca di Montezemolo. Eppure L'Italia ha conosciuto anche grandi momenti, grandi cambiamenti e grandi uomini..."
Le date le troverete via via negli appuntamenti del sito. Per qualunque informazione vi potete rivolgere alla PromoMusic sas, Via dalla Volta 21, 40131 Bologna.
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giovedì 2 luglio 2009
Chi altro parla per me!
Oltre al sincero Roberto Straniero, anche Marco Travaglio parla per me.
A lui e a Padellaro mi appoggerò ogni giorno da settembre.
Ho prenotato l'abbonamento a "Il fatto"!

Per ora mi accontento dei lunedì:
PASSAPAROLA - PUTTANOPOLI
A lui e a Padellaro mi appoggerò ogni giorno da settembre.
Ho prenotato l'abbonamento a "Il fatto"!

Per ora mi accontento dei lunedì:
PASSAPAROLA - PUTTANOPOLI
PUMMAROLA 'N GOPPA! (parte 3)
La tragedia di Viareggio, i dettagli li conoscete tutti. Sapete che pochi giorni prima un'incidente molto simile ha diviso l'Italia a metà. Tragedia sfiorata. Stavolta tragedia presa in pieno. Oggi sentivo su Radio24 che è andata fin troppo bene, poteva anche andare peggio.

Stiamo piangendo sul latte versato. E' colpa di chi aveva in gestione la manutenzione. Fare controlli a tappeto no? Che c'è, una legge che lo vieta? Il dubbio a 'sto punto mi viene. Ho sentito dire al responsabile della ditta CIMA ieri che alcuni controlli sono obbligatori e altri no.
E mi torna in mente l'Italia descritta in una puntata di AnnoZero, quella sui trasporti, dal titolo "Corri bisonte corri!" Vi lascio i link alla pagina del sito e agli estratti video:
CORRI BISONTE CORRI
--> Reportage sul mondo dei TIR

Stiamo piangendo sul latte versato. E' colpa di chi aveva in gestione la manutenzione. Fare controlli a tappeto no? Che c'è, una legge che lo vieta? Il dubbio a 'sto punto mi viene. Ho sentito dire al responsabile della ditta CIMA ieri che alcuni controlli sono obbligatori e altri no.
E mi torna in mente l'Italia descritta in una puntata di AnnoZero, quella sui trasporti, dal titolo "Corri bisonte corri!" Vi lascio i link alla pagina del sito e agli estratti video:
CORRI BISONTE CORRI
--> Reportage sul mondo dei TIR
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